Archivio Marzo 2007


MAGARI CI PRENDIAMO UN GELATO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ma a voi che gusto piace??????????????

Ste: vuole il puffo
Giulia: stracciatella….. E SOLO STRACCIATELLA mi raccomando!!!! NOIOSAAAAAAA
Io…..cioccolato e menta
Fragile-soul: LI VUOLE TUTTI!!!!!!
Carola: li vorrebbe quasi tuttiii….E VORREBBE PAGARE LEI!!!!!!!!!!!!!
Andrea: vuole menta.
Mio figlio Andrea: nocciola e nutella./FONT>

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Leggete e fate girare se potete. GRAZIE.

“Se Lorenzo resta in cella, muore”
Dubai, appello fratello regista Bassano

Lorenzo Bassano, 40 anni, cesenate, affermato regista di spot, è detenuto nel carcere dell’aeroporto di Dubai per essere stato trovato in possesso di 0,80 gr di hashish. E rischia dai 4 anni alla pena di morte. Il fratello Marco, che l’ha raggiunto, lancia l’allarme a Tgcom: “Lorenzo ha il morbo di Crohn, in quattro giorni di prigione ha già perso 10 chili. Se non lo tiriamo fuori di lì al più presto, morirà”.

“Sono preoccupato – dichiara a Tgcom Marco, 35 anni, direttore della fotografia nelle produzioni realizzate dal fratello – per le sue condizioni di salute. Essendo il morbo di Crohn una patologia con una base psicosomatica (interessa l’intestino dove provoca ulcerazioni), temo che lo stress di questi giorni, della prigione, dell’alimentazione diversa dalla sua dieta, possa fargli ritornare le crisi che da anni era riuscito a sconfiggere”.

Come sta vivendo la famiglia in queste ore?“Tutta la famiglia si è mobilitata: da me che ho vissuto con lui a Milano fin dagli esordi della nostra carriera. Poi nostra sorella Arianna, pr e ora madre di famiglia che vive a Milano come noi, che ha scritto sul blog creato in questi giorni per Lorenzo. A mia mamma Miranda, professoressa di italiano, che sta tenendo duro più di tutti. E’ una donna forte, abituata a grossi scossoni nella vita. Perse il marito quando io avevo solo quattro anni. E si trovò sola a dover tirare avanti con tre figli. E poi c’è Paola, una ragazza portoghese produttrice, la ex convivente di Lorenzo che gli ha dato una bimba di cinque anni. Paola, che è rimasta a Milano con la bambina, è coinvolta quanto me e sta facendo tutti gli sforzi possibili per cercare di liberare Lorenzo. Lui è riuscito a parlare con la piccola che prima accompagnava a scuola tutti i giorni. Per giustificare la sua assenza, le ha detto che sta lavorando in mezzo al deserto, in un posto isolato”.

In quali condizioni è detenuto suo fratello?“Al momento si trova nel carcere del terminal 2 dell’aeroporto di Dubai. E’ nella stessa cella con Andrea de Angelis, un altro italiano fermato due giorni dopo di lui con 0,02 gr di hashish. Non si pensi a una prigione del tipo di “Fuga di mezzanotte”. E’ dignitosa. Ma è pur sempre un carcere dove non può mangiare quello che vuole e non ha le sue medicine. In quattro giorni ha già perso 10 chilogrammi”.

Lei crede che Lorenzo rischi molto per la sua salute?“Sì, mio fratello è affetto dal morbo di Crohn da 30 anni. La malattia è comparsa dopo la morte improvvisa di nostro padre a 39 anni per un infarto. Lorenzo era presente quando morì, aveva 10 anni. Nel corso degli anni il morbo era diventato insopportabile per lui. La medicina tradizionale offriva una sola alternativa: l’asportazione di un tratto dell’intestino. Poi, 16 anni fa, la svolta. Decise di curarsi diversamente: si affidò a uno specialista di macrobiotica che gli insegnò a cucinare in modo corretto, e a uno psicologo. E poi aveva la musica, suonava il sax. In questo modo era riuscito a non avere più le crisi. Fino alla settimana scorsa, quando è stato arrestato a Dubai.”

In che circostanze è stato arrestato?“Mio fratello ha fatto la c…ata. Era dovuto partire in fretta per gli Emirati. Non aveva pulito la valigia. Così, alla frontiera, nella tasca di un paio di jeans piegati la polizia ha trovato frammenti di hashish la cui assunzione era anche legata alla sua malattia. Voglio che si sappia che Lorenzo ha la fedina penale pulita in Italia. Non beve alcolici, non fa uso di altre droghe”.

Per quale motivo si trovava a Dubai?
“Era qui per girare uno spot. Noi veniamo in questo paese da 10 anni. Da questo paese Lorenzo traeva il 50% del suo business. Ed è molto conosciuto dalle autorità e dalla popolazione per aver fatto spot sociali (sull’Iraq, la malaria, la tutela dell’infanzia, il cancro) e commerciali per grandi aziende (Toyota, Al Jazeera). Ha sempre rispettato i costumi locali, le idee di questo posto. Si era sempre attenuto alle regole. Nelle realizzazioni da lui dirette le donne portano il velo e non compaiono crocifissi. Nel suo pc ho trovato documenti sulla storia e la cultura di qua. E sia chiaro che non vogliamo entrare in polemica con il governo degli Emirati”.

In che stato d’animo è suo fratello? L’ha visto? Lo sente?
“L’avvocato l’ha visto ieri e dice che non l’ha trovato male. Psicologicamente è un saliscendi. L’ho visto domenica e lo sento al telefono. Per lui è dura. Chi è affetto dal morbo di Crohn ha in genere un carattere chiuso, che tende a tenere tutto dentro. Io non avevo mai visto piangere mio fratello. Ma in questi giorni ha pianto.”

E adesso come vi state muovendo per uscire da questa situazione?
“Dopo averne consultati sette, ho trovato un avvocato che si intende di reati legati agli stupefacenti. E’ lo studio “Khasawneh Associated & associated”, partner a Dubai dell’ italiano “Clotilde Iaia”.

Cosa stanno facendo le autorità italiane?
“Si sono mosse subito. Hanno preso a cuore la situazione di mio fratello e dell’altro ragazzo detenuto assieme a lui. Nonostate a Dubai abbiamo un piccolo ufficio consolare, con cinque funzionari e neppure un’auto di servizio, mi hanno accompagnato più volte in carcere. Il primo giorno di detenzione hanno scritto una lettera al capo della polizia per chiedere un’alimentazione specifica per mio fratello. Il diplomatico che mi ha accompagnato in carcere ha spiegato al secondino che, quando Lorenzo entra in crisi, perde anche 25 kg di peso in due settimane. La guardia carceraria si è spaventata e l’ha subito mandato a una visita medica. Grazie all’intervento della nostra diplomazia, poi, sono riuscito a passare a Lorenzo due panini e una scatoletta di tonno in un paese in cui non sarebbe consentito portare cibo dall’esterno in carcere. L’ordine di dargli da mangiare diversamente dal pollo e dal brodo di pollo molto speziato tipici dell’alimentazione locale è partito. Ma non è ancora stato recepito fino in fondo, forse anche per difficoltà culturali”.

E in Italia qualcuno si è mobilitato?
“C’è una mobilitazione incredibile. Da parte del nostro ambiente, dal quale non ce lo saremmo aspettato. In quattro e quattr’otto è nato il blog su Lorenzo. Nelle produzioni televisive e cinematografiche si hanno relazioni molto intense per brevi periodi con persone che poi non si vedranno più. E, invece, in tanti si sono ricordati di Lorenzo. E le due principali case di produzione con le quali lavoriamo, la Max FilmMaster di Milano e The Mob di Roma, ci stanno sostenendo economicamente. Poi sono scesi in campo due deputati: l’on. Sandro Gozi (L’Ulivo) e il nostro conterraneo Roberto Giachetti (Ulivo) ha presentato un’interrogazione parlamentare sul caso.

Che speranze ci sono ora per suo fratello?
“L’avvocato mi ha aperto uno spiraglio. Ma, fino a che non ho qualche riscontro, preferisco non parlarne. I precedenti italiani sono pochi: un ragazzo che finì in cella ad agosto per detenzione di 0,02 gr di droga vi rimase comunque quattro mesi e potè uscire per grazia ricevuta dallo sceicco locale”.

Si può sperare in una grazia?
“Mah. Anche se qui è capitato già qualche volta che, in occasione di festività, del ramadam, della nascita di un suo figlio, lo sceicco concedesse la grazia a stranieri detenuti per motivi simili a quelli che hanno portato dietro le sbarre mio fratello”.

Elisabetta Carli

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A volte la vita ci mette davanti a degli ostacoli,
che ci portano a credere di non riuscire a superarli.
Ci chediamo “MA PERCHE’?”…”quanto ancora dovrò soffrire?”
Ma poi c’è sempre un motivo, una persona…
per la quale vale la pena lottare.
Ed essere un pò fiduciosi e positivi
sembra difficile….E LO E’!!

La forza che c’è dentro di noi non
la conosciamo finchè non viene fuori.

Essa dice: “Non arrenderti!….MAIIIIIIIIIIIIIIIII”

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Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto.
Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua. L’altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.
L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione:
“Non perdo neanche una stilla d’acqua, io!”.
Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone:
“Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia.Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota.Perdona la mia debolezza e le mie ferite”.
Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse:
“Guarda il bordo della strada”.
“Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiori!” rispose l’anfora.
“Hai visto? E tutto questo solo grazie a te” disse il padrone.
“Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada.
Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno”.
La vecchia anfora non lo disse mai a nessuno, ma quel giorno si sentì morire di gioia.
Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni.

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Domenica pomeriggio a casa da sola…….
ascolto la musica con le cuffie, mi aiuta a sconfiggere la malinconia,
oggi ho messo su un cd di Roberto Vecchioni, che non ascoltavo da un pò e mi hanno colpito alcune frasi di questa canzone:

“La stazione di Zima”:

C’è un solo vaso di gerani
dove si ferma il treno,
e un unico lampione
che si spegne se lo guardi,
e il più delle volte
non c’è ad aspettarti nessuno,
perché è sempre troppo presto
o troppo tardi
.
-Non scendere- mi dici,-
continua con me questo viaggio!-
e così sono lieto di apprendere
che hai fatto il cielo
e milioni di stelle inutili
come un messaggio,
per dimostrarmi che esisti,
che ci sei davvero:
ma vedi, il problema non è
che tu sia o non ci sia:
il problema è la mia vita
quando non sarà più la mia
,
confusa in un abbraccio
senza fine,
persa nella luce tua
sublime,
per ringraziarti
non so di cosa e perché

Lasciami
questo sogno disperato
di esser uomo,

lasciami
quest’orgoglio smisurato
di esser solo un uomo
:
perdonami, Signore,
ma io scendo qua,
alla stazione di Zima.

Alla stazione di Zima
qualche volta c’è il sole:
e allora usciamo tutti a guardarlo,
e a tutti viene in mente
che cantiamo la stessa canzone
con altre parole,
e che ci facciamo male
perché non ci capiamo niente.

E il tempo non s’innamora
due volte
di uno stesso uomo
;
abbiamo la consistenza lieve
delle foglie:
ma ci teniamo la notte, per mano,
stretti fino all’abbandono,
per non morire da soli
quando il vento ci coglie:
perché vedi, L’IMPORTANTE NON E’
CHE TU CI SIA O NON CI SIA:
L’IMPORTANTE E’ LA MIA VITA
FINCHE’ SARA’ LA MIA:

con te, Signore
è tutto così grande,
così spaventosamente grande,
che non è mio, non fa per me

Guardami,
io so amare soltanto
come un uomo:
guardami,
a malapena ti sento,
e tu sai dove sono…
ti aspetto qui, Signore,
quando ti va, alla stazione di Zima.

Roberto Vecchioni

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Ogni giorno è un giorno di festa per chi ama,
ed ogni occasione quotidiana è buona
per dimostrare quello che abbiamo nel cuore.
E’ giorno dopo giorno
che si costruiscono i momenti più belli,
e si dà vita a qualcosa di grande insieme.
Amore è nelle piccole cose di ogni giorno.
Negli sguardi,in una carezza,nel dialogo reciproco,
nella passione, nella tenerezza.
Nella magia di gesti e parole
che all’unisono scaturiscono dall’anima.
E? nel sapersi ascoltare, comprendere,
rispettare, incoraggiare.
E? ammettere uno sbaglio,
è l?umiltà di chiedere perdono.
E? la volontà di riconciliarsi,
di rinsaldare di volta in volta il legame.
E? un sorriso, un abbraccio, mani che si sfiorano
E? anime che comunicano, confidandosi
segreti e timori, gioie e dolori.
E? condividere interessi, princìpi, successi personali.
E’ affidarsi l?uno all?altra, con fiducia.
E? leggersi quasi nel pensiero,
avvertire i reciproci stati d?animo
anche solo con uno sguardo.
E? due persone, due entità distinte,
che si fondono in una
dal cuore caldo e vibrante.
Amore è tutto ciò
che a parole non si può descrivere
… si può solo sentire.

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LA FELICITA’
tutti la cercano,
nessuno la trova.
Qualcuno ce l’ha,
ma non s’accorge d’averla.
Alcuni si accorgono
di averla avuta
soltanto quando
non ce l’hanno più.
Molti la confondono
con la serenità.
Molti credono che sia
l’euforia di un momento.
I più pensano che
dipenda dal denaro.
I romantici sono convinti
che sia l’amore.
Gli ammalati affermano
che sia la salute.
Io dico che è la vita,
chi si è trovato sul punto di morire
è felice perché… VIVE.

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Dal web….

L?emicrania: un male da intelligenti
E? ormai considerata una vera e propria malattia, e secondo alcuni colpirebbe i cervelli più attivi. I farmaci funzionano solo se assunti entro un?ora dall?attacco

Il mal di testa non esiste più. Oggi si parla di emicrania: non più soltanto un sintomo, conseguente ad altre patologie come la sinusite o l?artrosi cervicale, ma una vera e propria malattia a sé stante, causata da una disfunzione organica a livello di alcune strutture cerebrali. Lo hanno dimostrato, per la prima volta al mondo, i ricercatori del Centro Cefalee dell?Università di Torino, utilizzando una innovativa tecnica di risonanza magnetica cerebrale. Esistono delle piccole riduzioni di sostanza grigia in alcune precise aree cerebrali coinvolte nella regolazione del dolore, non solo negli emicranici cronici (quelli più gravi), ma anche in coloro che hanno attacchi episodici.
Già, ma cosa scatena quei terribili attacchi che colpiscono il 10-15% della popolazione, soprattutto nelle donne tra i 35 e i 45 anni? Quante volte ce lo siamo chiesti: leggere o guardare la tv fino a tardi? Il cibo pesante? Fame, stanchezza, occhi affaticati, luce abbagliante, scarsa aerazione? Le più recenti ricerche hanno indicato che l?emicrania predilige le persone colte e intelligenti. Chi ne soffre è generalmente una persona creativa, vitale, pronta, scattante, estrosa; non è un caso che ne fossero affette menti come Kafka, Darwin e Virginia Woolf. Il motivo lo spiega Piero Barbanti, Primario Neurologo del San Raffaele di Roma: <>.
Intelligenti o meno, purtroppo sono tantissime le persone che soffrono di forti mal di testa e che si imbottiscono di analgesici per lenire il dolore. Vivere con l?emicrania non è piacevole; caratterizzata da dolore pulsante spesso (ma non sempre) localizzato in un lato del capo, si riconosce da pochi inconfondibili sintomi: dolore ad attacchi che non risponde ai normali analgesici, nausea e vomito. Nonostante sia gravemente disabilitante, molti la sottovalutano o pensano di essere destinati a conviverci; e così metà degli emicranici non andrà mai dal medico per questo problema e chi ci va lo fa in media solo dopo tre anni dall?esordio. E invece con l?emicrania non bisogna stringere i denti, ma i tempi, e correre dal medico per conoscere la cura adeguata.
Ma come curare il mal di testa? Con una terapia adeguata, su consiglio del proprio medico. Ma attenzione: il successo dipende dalla tempestività dell?intervento terapeutico: bisogna farlo ai primi sintomi ? spiegano gli specialisti in cefalee riuniti nel Congresso della European Headache Federation ? perché il mal di testa non è un evento, ma un processo che si sviluppa progressivamente nel corso delle ore. Nella stragrande maggioranza degli emicranici, dopo circa un ora dalla comparsa dell?attacco si instaura un fenomeno chiamato sensitizzazione centrale, avvertita dal paziente come un fastidio o, peggio, come un vero dolore al semplice toccare o sfiorare la fronte o la testa, ad esempio pettinandosi o mettendo gli orecchini. Prendere il medicinale a quel punto è troppo tardi! Bisogna farlo entro un intervallo massimo di 60 minuti per poter stroncare l?attacco in corso. E poi è necessario evitare formaggi, cioccolata, vino, banane, crostacei, frutta secca, agrumi e pomodori… tutti cibi che chi soffre di mal di testa dovrebbe tenere lontani.

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Quando una donna smette d’amare non torna più indietro, si creano delle cicatrici sul suo cuore, profonde come voragini…
Quando una donna smette d’amare vuol dire che ha sofferto troppo, si tocca i capelli, socchiude gli occhi e strappa un sorriso per andare avanti…

Quando una donna smette d’amare guarda la sveglietta sul comodino, e spera che arrivi presto il sole, si alza in punta di piedi e smette di respirare, pensa agli anni della sua vita e al tempo mai vissuto, lasciato svanire insieme al biondo dei suoi capelli….

Quando una donna smette d’amare, diventa fredda come il marmo, gelida come una pietra, soffoca le lacrime e intinge il dito nel cuore di un altro uomo, dove ha trovato un po’ d’amore…

Quando una donna smette d’amare nessun uomo se ne accorgerà mai… perchè loro guardano altro e mai dentro all’azzurro dei loro occhi….

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Gli occhi buoni sono quelli che
ti guardano mentre il cuore sorride,
sono quelli che ti sanno
perdonare quando sbagli
e sanno dirtelo senza parole,
sono quelli che dovremo avere
sempre vicino quando ci sentiamo
triste e infelici,
sono quelli che dovremmo
avere noi ogni volta
che ci guardiamo
nello specchio…

Franco Sportelli

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